I Am – Art As An Agent For Change

Sabato 6 Giugno 2014 all’Auditorium Terzani della Biblioteca S. Giorgio di Pistoia si è svolto un incontro che ha visto la comunità Gruppo Incontro presentare il lavoro che Ali Mehdi Zaidi  ha prodotto, insieme ad alcuni ospiti della comunità, incentrato sul recupero dalle dipendenze ottenuto anche mediante l’espressione artistica.

Ali e il suo collaboratore Leon Jakeman hanno lavorato per una settimana con i residenti e gli operatori di uno dei centri residenziali della comunità per persone dipendenti da sostanze, guidandoli nella creazione di autoritratti fotografici e interviste video, aiutandoli ad esprimere le loro emozioni, pensieri e speranze per il futuro, sperimentando nuovi modi per riflettere e considerare il percorso di recupero con questo obbiettivo:

Vogliamo raccontare una storia, dare risalto, soffiare via i miti e risollevare l’orgoglio; vogliamo generare nuove possibilità per le persone che stanno affrontando un percorso di recupero, sfidando e cercando di modificare i pregiudizi, non solo dei partecipanti che attraverso la lente fotografica possono vedersi in modo diverso ma anche della società in generale, che in via del tutto eccezionale può dare “uno sguardo” all’interno della comunità terapeutica e guardare i volti di alcuni dei ragazzi che stanno cercando di cambiare la propria vita.

I AM è un progetto europeo teso a mettere in contatto la cultura e l’arte con le persone in trattamento per problemi di dipendenza patologica, in tre diversi Paesi: Italia, Inghilterra e Turchia.
Questo ha obbligato le diverse strutture che operano nel settore del recupero dalle dipendenze al confronto rispetto alle differenze culturali che hanno trovato negli altri paesi.
In particolare gli operatori hanno visto migliorata la loro capacità di mediazione nel confronto con le diverse idee.
A titolo di esempio si può citare l’influenza della religione sull’approccio alle dipendenze in Turchia, come anche la grande apertura e disinvoltura degli inglesi nel dichiarare personali coinvolgimenti nell’uso o dipendenza da sostanze e di eventuali trattamenti in corso senza paura di essere giudicati ma, anzi, con grande impegno nel contrastare il pregiudizio.

Le finalità del progetto sono:

  • Promuovere l’Arte come importante strumento di espressione che favorisce la scoperta di se e dell’altro
  • Essere protagonisti della propria salute e del proprio processo di cura in modo attivo e non passivo

Alla realizzazione anno partecipato, direttamente o come promotori:

  • 11 persone in trattamento nel centro San Felice e 5 operatori
  • FeDerserD (Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze ) – SerD ASL Pescara
  • Arts for Health – Manchester Metropolitan University (UK)
  • Portraits of Recovery (UK) (organizzazione che usa l’arte nel percorso di recupero dalle dipendenze)
  • Green Crescent Society (kütahya – Turchia) (ONG che si occupa di prevenzione nell’ambito delle dipendenze)

L’evento si è aperto con una relazione introduttiva sul processo che ha guidato tutto il lavoro, ma anche sulle riflessioni che ne sono scaturite, di Giuseppe Iraci Sareri, Responsabile Area Terapeutica della comunità, che ha illustrato tra gli altri i seguenti aspetti:

 

Arte come acceleratore di processi evolutivi
L’arte accende emozioni che se ben guidate generano processi evolutivi con pensieri e comportamenti alternativi a quelli patologici ed in contrasto alla coazione a ripetere, propria delle dipendenze e di molti disagi psicologici.
Le attività espressive, ed in particolare le arti immaginative, aiutano a mettere in circolo le esperienze di ognuno e favoriscono lo sblocco emotivo all’interno del gruppo, il quale si riapre alla creative e al sogno in modo alternativo ai metodi classici quali gli interventi basati sulla parola.
Il processo di guarigione e la spinta verso un miglioramento vanno di pari passo con la creatività, che è un ingrediente necessario in ogni forma di cambiamento esistenziale e nella psicoterapia.

Creatività
La parola, la scrittura, la grafica, la danza, la poesia, la musica e il linguaggio possono operare in modo “potente” consentendo alle persone di lasciare una traccia di se, nella quale riconoscersi e con la quale indagare gli aspetti più nascosti della propria personalità e “reintegrarli”  nella propria vita cosciente in modo da renderli comprensibili e, quando divengano costitutivi della propria storia, comunicabili agli altri.
La creatività aiuta a trasformare “l’aggressività maligna”, individuale e collettiva, in carburante per azioni costruttive molteplici e nuove
L’arte accende emozioni che se ben guidate generano processi evolutivi con pensieri e comportamenti alternativi a quelli patologici ed in contrasto alla coazione a ripetere, propria delle dipendenze e di molti disagi psicologici. (La mente creativa – F.M. Marino & M. R. Parsi)

Di sola arte non si guarisce
Il laboratorio è stato un innesco in un processo terapeutico già preparato grazie alla funzione di ponte della nostra Arte Terapeuta che ha potuto guardare e collegare gli aspetti psicologici e creativi dell’attività. L’esperienza artistica è un mezze che per avere un effetto evolutivo e duraturo nel tempo deve essere gestito nell’ambito di una relazione terapeutica solida e ben integrata con il resto dell’equipe della Comunità Terapeutica.

L’Arte Terapeuta ha ampliato il lavoro dell’artista, proponendo ai partecipanti di scrivere una lettera a quell’immagine di se stessi catturata dal fotografo, arricchendo ed integrando con aspetti narrativi gli aspetti visivi.

L’artista inglese Ali Mehdi Zaidi e il suo collaboratore Leon Jakeman hanno lavorato per una settimana con gli ospiti e gli operatori della Comunità Terapeutica di San Felice, che accoglie persone con problematiche psichiatriche, guidandoli nella creazione di autoritratti fotografici e interviste video, aiutandoli ad esprimere le loro emozioni pensieri e speranze per il futuro, sperimentando nuovi modi per riflettere e considerare il percorso di recupero.

Impatto del progetto sui partecipanti
Curiosità, partecipazione, interesse, ansia, sollecitazione a descriversi in un modo non patologico e mostrando aspetti di se inediti, sorpresa, soddisfazione per essersi sentiti degni di interesse.
I laboratori di Arte e/o Arte Terapia hanno attivato emozioni, turbolenze che devono essere accolte e poi contenute

Grazie ad essi si riesce a vedere quello che non si vede in altri momenti con i metodi consueti.
Gli sguardi che hanno i ragazzi nelle foto non sono gli sguardi che hanno di solito, questo è stato bello.
L’artista ha colto cose che noi non vediamo.

In particolare si è notato un netto miglioramento negli partecipanti al laboratorio rispetto a:

  • Fiducia in se stessi
  • Capacità di esprimere emozioni visivamente e verbalmente
  • Abilità di lavorare in gruppo
  • Divertirsi nel fare cose nuove
  • Saper ascoltare gli altri

I benefici sono stati evidenti anche sotto l’aspetto psicologico:

  • Sentirsi ottimisti, da qualche volta a spesso
  • Sentirsi utili, da qualche volta a spesso
  • Sentirsi rilassati, da qualche volta a spesso
  • Avere energia in avanzo, da raramente a qualche volta
  • Affrontare bene i problemi, da raramente a qualche volta/spesso
  • Pensare in modo chiaro, da qualche volta a spesso
  • Sentirsi bene con se stessi, da qualche volta a spesso
  • Sentirsi vicini ad altre persone, da qualche volta a spesso
  • Sapere decidersi riguardo alle cose, da qualche volta a spesso
  • Sentirsi amati, da qualche spesso a sempre
  • Interessarsi di cose nuove, da qualche vota a sempre
  • Sentirsi di buon umore, da qualche volta a sempre

Per le riflessioni qui riportate e per essersi prestati ad essere attori ed autori di questo laboratorio si ringrazia

Paola, Elisabetta, Ilaria P., Andrea, Patrizia, Irene,
Ilaria L., Susanna, Filippo, Michele, Beatrice,
Lucia, Tiberio, Manuela, Elisabetta F. e tutti gli
ospiti della comunità di San Felice

Ecco i video realizzati da Zaidi nei diversi paesi interessati

[vimeo width=”500″ height=”281″]http://vimeo.com/94198027[/vimeo]

[vimeo width=”500″ height=”281″]http://vimeo.com/93834541[/vimeo]

[vimeo width=”500″ height=”281″]http://vimeo.com/93915196[/vimeo]

[vimeo width=”500″ height=”281″]http://vimeo.com/93826374[/vimeo]

 

Successivamente alla proiezione dei lavori si è svolto un dibattito sul tema “Arte e salute: arte come mezzo di guarigione e cambiamento”, moderato da Luciano Mocci, operatore del Gruppo Incontro ed esperto di teatro sociale, che ha visto la partecipazione di

  • Claudio Bartolini – Direttore Società della Salute Valdinievole
  • Fabrizio Fagni – Direttore Ser. T ASL 3 Pistoia
  • Vito D’Anza – Direttore DSM ASL 3 Pistoia
  • Elena Becheri – Assessore alla Cultura Comune di Pistoia
  • Fabrizia Fagnoni – Presidente Confcooperative Pistoia
  • Paola Bartolozzi – Arte terapeuta del Gruppo Incontro
  • Alessio Forconi – Fotografo membro di SocialEyes

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