Rolleiflex – La più amata

Ad un certo punto del vivere la mia passione fotografica ho percorso il cammino in senso inverso e mi sono trovato ad esplorare il mondo della fotografia analogica, in altre parole sono passato dal digitale alla pellicola per finire in braccio alla mia amata Rolleiflex.

Fin dalla prima volta che ho potuto mettere l’occhio nel pozzetto di una biottica, una Yashica 12 trovata sulla bancarella di un mercatino, mi sono innamorato perdutamente di questo tipo di macchine fotografiche al punto di comprarla senza pensarci su più di una volta; da allora comporre la scena dal pozzetto resta un momento che non esito a definire emozionante.

Ma la regina, anzi la Regina, delle biottiche è la Rolleiflex. Sarà perché la Rollei ha praticamente inventato questo tipo di macchina fotografica ma questa fotocamera resta, a distanza di parecchi decenni, di una qualità superiore ed insuperata. Crescendo la passione per questo tipo di fotografia ad un certo punto ho voluto fare il salto di qualità e mi sono regalato una  Rolleiflex 3.5 T Grey. 
Il modello del quale sono fortunato, e gelosissimo, possessore è stato prodotto tra il 1958 e il 1961 e non dimostra per niente i suoi anni; oltre ad essere perfetta esteticamente funziona ancora come se fosse uscita ieri dalla fabbrica. 
Monta un obbiettivo Carl Zeiss Tessar 1:3.5 f=75mm che con tutti gli anni che ha non la cede facilmente in quanto a definizione e robustezza.
Insomma, se ancora non l’avete capito io amo letteralmente la mia Rolleiflex, al punto che quando voglio fare foto per il mio esclusivo diletto non ci penso su un secondo di più e usciamo insieme io e lei… e potrei difenderla a costo della vita 🙂

Fotografare con questo tipo di macchine non può che essere un’attività calma, pensata, perché non sono certo adatte alla fotografia veloce. I comandi sono tutti manuali e anche comporre la scena non è immediato come avvicinare l’occhio al mirino; osservare guardando in basso nel pozzetto a tutta prima può disorientare e di certo occorre fare l’abitudine al formato quadrato.
La messa a fuoco non è automatica e si deve agire su una manopola laterale girandola in modo che tutto il gruppo frontale delle lenti si sposti in avanti o indietro. È tutta un’altra cosa rispetto all’autofocus delle moderne digitali, ma non è certo un caso se per molto tempo, nonostante la tecnologia andasse avanti anche ai tempi,  è stata la macchina preferita per le foto da cerimonia; la sua robustezza la faceva prediligere a tipi di fotocamere più evolute e veloci.

Fotografare con lei è sempre un piacere profondo, anche se a volte complesso. Più di una volta infatti mi sono trovato a camminare per le città con lei, il cavalletto portato a spalla e il cavo di scatto manuale in tasca. Devo essere sembrato piuttosto buffo quando trovato un soggetto interessante dovevo aprire e piazzare il cavalletto, montarci la Rolleiflex, collegare il cavo di scatto e cominciare con l’inquadrare la scena prima, regolare l’esposizione poi e alla fine scattare per poi smontare tutto rimettere il cavo in tasca, il cavalletto in spalla, la macchina al collo e ripartire.
Tempo per preparare l’attrezzatura e “spreparare” circa 5 minuti, tempo per scattare al massimo un secondo  😀

Eppure anche in questo sta il piacere peculiare di questo tipo di fotografia: gustarsi tutto il connesso, che il digitale per la sua propria natura spesso ci rende impossibile fare, connesso che si può sintetizzare con la definizione di “slow photography” la quale definizione, al di là di quanto può essere cool, definisce bene quello che ritengo sia l’approccio più appropriato con le biottiche.
Ovviamente, e tanto più che ci ho preso la mano e ormai non ci serve più parlare perché ci capiamo al volo, la uso anche a mano libera con una velocità vertiginosa per la mia amata Rolleiflex 😛

Insomma volevo parlare della Rolleiflex e sono scivolato in una dissertazione filosofica sulla fotografia old style, ma non essendo questo l’argomento che volevo trattare qui mi fermo e vi lascio alle foto.

In quanto alla fotografia analogica, se vi interessa l’argomento, non mancate di tornare a visitare il sito perché prossimamente ho intenzione di pubblicare qualcosa al riguardo.